venerdì 14 luglio 2017

Alone


Vorrei urlarvi per dire che dietro quella maschera ci sono io che sono a pezzi, che mi giudicate senza capire, che vi fermate alle apparenze, che non vi sforzate di conoscermi. Ci sono io, sono qui. Eccomi! Invece vi ostinate a non capire, a giudicare senza conoscermi, ad interpretare la maschera che porto dimenticandovi di me. 

Io sono umano con le mie debolezze e le mie continue cadute. Voi invece proiettate su di me ciò che voi pensate che io sia, ma quella persona in realtà non esiste, non è mai esistita.

Io sono qui con le mie fragilità, a gridare urla di dolore silenziose e senza voce.

Siamo mondi troppo distanti. Oggi ho provato a chiedere aiuto e invece… ne sono rimasto deluso. Non è stato l’aiuto che volevo, quello di cui avevo bisogno. Mi sono sentito compatito e non capito.

C’è quel muro di incomunicabilità, di diffidenza, di ferite aperte e mai rimarginate che mi fanno ancora male. Non riesco a parlarne, non voglio parlarne.

Lo so che mi volete bene, ma quel bene a me sembra finto e mi vergogno a scriverlo. Mi sono sentito stupido ad aver abbassato per un attimo le mie difese, per mostrarmi umano nella mia fragilità. Non accadrà più.

Si è alzato il vento ed è arrivato il tempo di ripartire… di nuovo da solo.